zafferano contro oppio, ong o militari? mercato drogato?

zafferano contro oppio in afghanistan, lavoro da ong o da militari? prima di tutto lo zafferano è parte della cultura orientale ed è una spezia maledetta per il lavoro immane che richiede. ma il mercato non dipende da chi produce.

terre di zafferano

Un paio di settimane fa su Internazionale un breve articolo tedesco della Frankfurter Allgemeine Zeitung riportava questo titolo: “lo zafferano contro la droga”, uno dei pochi risultati della ricostruzione”. Trattava di Afganistan, dove i bulbi d’oro dello zafferano avrebbero, almeno nella zona di Herat, soppiantato le piantagioni di papavero da oppio, una delle migliori fonti di introiti per i talebani. L’articolo cita l’opera di molte ong ad avere portato nuovi bulbi, migliorate tecniche di coltivazione avviato mercati internazionali offrendo nuove possibilità di reddito e riscatto alternative.Una notizia di per sè positiva.

A giugno scorso in Italia il sole 24 ore e altri quotidiani titolavano qualcosa di simile “l’offensiva dello zafferano all’oppio”, ma erano l’esercito italiano e il comandante Aresu in persona a esserne protagonisti e a farsi carico di tale rilevante missione militare in zona, a vantare l’impresa…  http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-06-17/zafferano-contro-oppio-082700.shtml

…la domanda nasce dunque dal cuore… ma allora le ong fanno le stesse missioni dei militari? Sono davvero necessari l’esercito e le risorse del ministero della difesa per fare interventi civili a sostegno della quotidianità delle popolazioni, per lo sviluppo economico, per la cooperazione ?

Sta di fatto che lo zafferano appartiene da sempre e indissolubilmente alla cultura orientale di Iran e Afganistan, e lo si ritrova nella arte tintoria, culinaria, nella farmacopea e nella cosmetica.  Il clima è ideale in quei luoghi; lo zafferano si coltiva senza troppa chimica né interventi tecnologici, basta una montagna arida di crepe spesse e profonde come ferite, basta il freddo e una buona escursione termica, spazi aperti, ampi, poca acqua. In questo l’Abruzzo, la Sardegna o le piane spagnole, iraniane, afgane o marocchine si assomigliano.  Lo zafferano è una spezia maledetta, perché è preziosa, (come l’oppio, ma non da stati di alterazione), ed è preziosa perché significa lavoro massacrante, che spezza la schiena. Quando dissodi la terra, durissima al tatto; quando, schiena curva, stai ore china sopra un fosso che rigurgita fiori viola, dei quali solo 3 – e non più di quelli – stimmi rossi ti interssa cogliere… e quando hai raccolto 150 di quei fiori (che assomigliano ai crochi dei giardini primaverili) sai che non hai neppure un grammo in mano… ma sai che quel grammo vale, oggi più, oggi meno, a seconda del mercato internazionale. E sai che se il sole ti coglie di sopresa, basta, quei fiori si apriranno e il rischio sarà di perdere tutto.

Il mercato dello zafferano?

I prezzi dello zafferano, che in Italia vale intorno al 20% del totale del valore del mercato delle spezie, in un paese produttore, ma importatore per la quasi totalità del proprio fabbisogno,  sono da capogiro; se si pensa a 1 gr di zafferano italiano in stimmi che va dai 18-20 € a grammo fino a 35 € gr che, tradotto in kg, fanno un ottimo stipendio annuale di un impiegato (35000 €) con un solo kg di prodotto.

Forse è normale aspettarsi che in paesi dove il lavoro costa meno i prezzi siano leggermente inferiori. Ma di fatto per questa come per altre spezie preziose, pepe o cardamomo, le dinamiche sono ben più complesse e legate a pochi traders internazionali. La domanda e l’offerta poco incidono sui prezzi, molto di più lo fanno le speculazioni finaziarie. Cosi il prezzo del souk locale al quale viene acquistato un grammo di oro rosso è cangiante e dipende da quanto accade in paesi come Iran, Afganistan, Spagna, i maggiori produttori.

Autore: valeria

nata in una città di mare dove non si mettono radici ho sempre viaggiato mimetizzandomi nel divenire di luoghi e persone. pratico una cucina corsara al cui centro vive l'attenzione alla materia prima, alle storie, alle provenienze. da anni sono nel commercio equo e solidale, ho attraversato campi, volti e mani di spezie, mescolando culture, diritti e complessità planetarie. sono autrice di "le spezie in cucina" (2004) e "le cucine degli altri" (2008), in ricerca con i laboratori masala per bambini, da 10 anni ormai non smetto di subire senza fine il fascino delle spezie.


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