noce moscata, droga legale?

…. mi chiedevo spesso perché all’epoca della via delle spezie la noce moscata fosse diventata una moda ossessiva, poi mi sono immaginata che a quell’epoca non c’erano molti vizi, non c’erano il tabacco, il caffè o lo zucchero, non c’era una cucina molto intrigante, almeno in europa dopo il medioevo, la noce era un vero lusso, un amuleto, uno status symbol e un vettore di viaggi allucinogeni … la castelvecchi nel 2004 ha pubblicato il libro “droghe legali” in cui dedica una parte proprio alla noce moscata. Alla stessa epoca quando scrissi la prima edizione de Le spezie in cucina, trovai documenti degli anni 70 che ne testimoniavano gli effetti simili all’lsd. E’ pur vero che il punto di allucinazione coincide anche con quello di tossicità, insomma si sta talmente male che forse l’ebbrezza cercata neppure si arriva a sperimentarla.

tanto vale non preoccuparsi troppo e provare a sgusciare e poi grattuggiare la noce moscata intera ossia con il suo guscio (si trova in commercio nelle botteghe dell’ equo e solidale), e sballare a quanta intensità in più mantiene. A casseruola appena spenta,  per poi servire una vellutata di zucca o un puré come me li ricordo.

Attenzione in cucina e in giardino – (da “droghe legali” – 2004 di anna petroni)

“I suoi effetti allucinogeni sono sconosciuti ai più. Tali effetti sono dovuti essenzialmente alla presenza di due composti attivi: l’acido mistrico e l’Elemicina, le cui strutture chimiche sono molto simili a quella della Noradrenalina o alle anfetamine di sintesi. In realtà, la noce moscata produce effetti più vicini a quelli dell’Lsd che a quelli dell’anfetamina, effetti quindi a carattere prevalentemente allucinogeno:
Avevo sentito parlare della possibilità di fumarsi la noce moscata e l’ho sempre considerata una sciocchezza. Però una sera con un po’ di amici eravamo in un clima scherzoso e così ci abbiamo provato. Non so se sia stata suggestione o cos’altro, però posso dire che in mancanza di meglio… [P., 25 anni, studentessa di Psicologia]
In realtà, per ottenere qualche effetto di tipo allucinogeno si devono macinare almeno dieci noci moscate (la quantità dipende anche dalla loro provenienza), lasciarle macerare per una notte in acqua calda e usarle per un infuso.
Dopo l’assunzione può verificarsi un breve intervallo prima che gli effetti si manifestino: coloriture molto particolari a seconda del paesaggio, euforia e leggere allucinazioni. La noce moscata può essere tranquillamente acquistata in qualsiasi negozio di alimentari a un prezzo molto modesto e viene venduta in due versioni: intera o grattugiata. È preferibile sceglierla intera perché contiene una varietà di oli essenziali che svaniscono rapidamente al contatto con l’aria. Vero è che gli effetti collaterali gastrointestinali sono tanto sgradevoli da funzionare come deterrente per un uso frequente perché provocano una forte intossicazione:
In effetti, tra la fine del secolo XVII e l’inizio del XVIII ci fu un periodo in cui il mondo delle classi borghesi occidentali fu colto da una passione per la noce moscata, tanto che molte dame ne portavano sempre con sé una piccola quantità, magari intorno al collo. Nelle famiglie popolari, invece, la si usava insieme ad altre spezie e aromi per preparare un medicamento molto diffuso, il cosiddetto «aceto dei sette ladri», che serviva, oltre che come condimento, anche per preparare impacchi antidolorifici o come sollievo per gli svenuti, ai quali si bagnavano le tempie o si faceva annusare la bottiglia come con i sali. Da segnalare il controverso uso della noce moscata in gravidanza: nella Medicina tradizionale la noce moscata è conosciuta per la sua capacità di provocare aborti, ma taluni erboristi sostengono che possa invece essere benefica proprio per le donne incinte. […]”

Autore: valeria

nata in una città di mare dove non si mettono radici ho sempre viaggiato mimetizzandomi nel divenire di luoghi e persone. pratico una cucina corsara al cui centro vive l'attenzione alla materia prima, alle storie, alle provenienze. da anni sono nel commercio equo e solidale, ho attraversato campi, volti e mani di spezie, mescolando culture, diritti e complessità planetarie. sono autrice di "le spezie in cucina" (2004) e "le cucine degli altri" (2008), in ricerca con i laboratori masala per bambini, da 10 anni ormai non smetto di subire senza fine il fascino delle spezie.


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