confit di cipolle rosse e fichi

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I francesi chiamano confit ogni preparazione che cuoce, si consuma e si caramella, si cristallizza in una magia di zuccheri e sapori.(e per questo si conserva )

A Parigi l’anno scorso ho assaggiato un confit che somigliava a questo, fatto con le cipolle rosse e i fichi del sud nostrane assume però un carattere più esuberante. l’ho preparato per un aperitivo a una cena di natale con amici.

per 1 ciotola per 6-8 persone – 5 cipolle rosse di tropea grandi tagliate finissime – 5 cucchiai di zucchero di canna 6 fichi secchi ammorbiditi – 1 fettina di zenzero fresco sbucciato – 3 cucchiai di olio di oliva – 1/2 cucchiaino di senape rossa in grani – 1 punta di cucchiaino di cannella macinata – 1 cucchiaio di aceto balsamico

in una casseruola dal fondo spesso scaldo l’olio e ci metto a sfrigolare la senape, poi affetto sottilissime le cipolle (operazione che fa “piangere!” – chi non resiste potrebbe frullarle grossolanamente in un robotino) e le passo nell’olio 2-3 minuti, poi aggiungo 2 cucchiai di acqua e lascio stufare 10 minuti, a fuoco bassissimo sempre e a pentola coperta. Aggiungo poi aceto, zucchero e cannella. Riduco in pezzettini i fichi (ne ho alcuni calabresi morbidi e ancora quasi frutto passito che rendono la cosa davvero unica!)  e li unisco. Lascio andare mescolando di tanto in tanto ancora 1o minuti, aggiusto di sale e pepe bianco.  Le cipolle devono ammorbidirsi, appassionate metteranno insieme il dolce e l’amaro in una armonia agrodolce molto intrigante.

Come lo servo: su crostini tiepidi di pane bianco o di farro, le abbino con carne bianca bollita es. pollo, tacchino cappone, gallina, classiche a natale. Perfetta anche con il carré di maiale o anche al posto del cren con prosciutto caldo tagliato a fette grosse alla triestina, con pesce o patate al vapore e con i classici formaggi.

Invasettato a caldo girando il vaso dura a lungo e può diventare conserva da regalo!

Autore: valeria

nata in una città di mare dove non si mettono radici ho sempre viaggiato mimetizzandomi nel divenire di luoghi e persone. pratico una cucina corsara al cui centro vive l'attenzione alla materia prima, alle storie, alle provenienze. da anni sono nel commercio equo e solidale, ho attraversato campi, volti e mani di spezie, mescolando culture, diritti e complessità planetarie. sono autrice di "le spezie in cucina" (2004) e "le cucine degli altri" (2008), in ricerca con i laboratori masala per bambini, da 10 anni ormai non smetto di subire senza fine il fascino delle spezie.


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