zafferano e clima, nuova tappa a taliouine in marocco

0107_campo di zafferano in fioritura

Sono gli amici di Taliouine, un piccolo villaggio del Marocco, nell’Antiatlante, zona interna arida e montagnosa, paesaggi colore di terra, dove capre e argan si alternano a solchi e zafferano, nella cultura berbera.

Nel 2007 ho conosciuto ognuno di loro, coltivatori che per la prima volta da quelle parti si sono costituiti in cooperativa, hanno fatto una scelta ….di campo! affrancandosi da una realtà di mercato indotta, imposta per il loro zafferano. Abbiamo creata insieme una filiera cortissima, insieme a loro e a una ong locale Migrations développement (nadia!), oggi il loro zafferano  arriva sulle tavole in Italia tramite il commercio equo Altromercato e Slow Food.  Il fatto è che il loro prodotto è davvero straodinario, nonostante a volte mi capiti di avvertire qualche pregiudizio sullo zafferano marocchino. . . Cresce a 1200 metri, (e al mattino fa proprio freddo!) con il solo aiuto dell’acqua, scarsa a vero dire…e costosa per loro. viene raccolto a mano ed essiccato al sole. 5 anni fa ho presentato questo progetto a un seminario della Fao a Casablanca. Ma quest’anno, come in Italia, il clima ha rappresentato una difficoltà, in una zona di per sé già problematica.

Come è andato  il raccolto 2011?

“La quantità di zafferano raccolto, in genere di 30 kg, quest’anno ha avuto una riduzione di quasi 1/3 nella produzione, soprattutto a causa di un anno molto caldo e secco e dell’assenza di piogge.”

Come avete affrontato questo problema ?

“Abbiamo cercato di risolverlo grazie anche all’aiuto dell’ufficio per l’agricoltura. Abbiamo sperimentato un nuovo metodo di irrigazione, goccia a goccia, mentre in passato avevamo le pompe d’acqua solo a ore e a pagamento, anche salato.  In questo modo ognuno di noi ha potuto almeno in parte irrigare goccia goccia.

Abbiamo sperimentato anche una novità nell’essiccazione e ognuno ha potuto essiccare una parte anche con un nuovo essiccatore elettrico, una parte al sole, riparato. Per il resto gli altri processi restano gli stessi, duri, semplici, come sempre.

Non siamo riusciti per questo a far entrare nuovi produttori nella cooperativa.!”

 

La vita quotidiana dello zafferano da queste parti è un po’ diversa rispetto all’Italia, riporto due piccoli testi tratti dalle narrazioni a più voci nel mio libro Spezie, i sapori del mondo in cucina Ed. Sonda ….per rendere il loro quotidiano nelle spezie 

“Una banconota da 20 diram per un grammo di zafferano. Al souk di Taliouine i produttori della spezia più costosa del mondo, l’oro rosso, vanno a scambiare il loro raccolto con i liquidi necessari al sostentamento della famiglia. Una specie di “bancomat senza carta”, e con molta meno equità.

[…….]

“Cosa vuol dire andare nei campi a lavorare? 5 ore di fila, chine sui fiori, con addosso qualche gonna, uno strato sopra l’altro, a celare un pantalone di maglia infilato in un calzettone di lana ed ai piedi solo un paio di ciabatte di plastica, o al massimo delle tipiche babouche. Cariche delle gerle devono comunque tornare a casa in tempo per preparare il pranzo – una tajine, di solito.

Sedute sul campo, le gambe rimboccate sotto le gonne, un sorriso che alterna denti mal curati a  striature giallo zafferano, ci spiegano che chi abita qui può lavarsi poco, l’acqua costa molto e per levarsi di dosso la fatica e il sudore, una volta alla settimana possono concedersi un hammam, un momento sociale per le donne, un momento di benessere e di vita. Ma è lontano anche quello, 10 ore. Queste ragazze hanno 20 anni in media, ma non sono mai andate a scuola. “Non c’è stato tempo!”, e ridono, grate della pausa forzata che la nostra visita ha accordato loro.”

 

 

 

 

Autore: valeria

nata in una città di mare dove non si mettono radici ho sempre viaggiato mimetizzandomi nel divenire di luoghi e persone. pratico una cucina corsara al cui centro vive l'attenzione alla materia prima, alle storie, alle provenienze. da anni sono nel commercio equo e solidale, ho attraversato campi, volti e mani di spezie, mescolando culture, diritti e complessità planetarie. sono autrice di "le spezie in cucina" (2004) e "le cucine degli altri" (2008), in ricerca con i laboratori masala per bambini, da 10 anni ormai non smetto di subire senza fine il fascino delle spezie.


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