zafferano di cascia raccontato da una produttrice a 1200 metri…

Silvana Crespi mi ha raccontato come si lavora nell’Associazione dello zafferano puritssimo di Cascia.

“Siamo tutte piccole aziende a conduzione familiare e non impieghiamo lavoro stagionale. Non si riesce a vivere di zafferano, siamo fortunati che con  la vendita della spezia  ci paghiamo  il nostro lavoro e con la vendita dei bulbi abbiamo un po’ di guadagno. Alcune aziende addirittura non riescono a vendere tutto lo zafferano prodotto. (ma non è il caso della mia azienda). In questo settore non c’è vera concorrenza.

Raccolto 2011? Il 2011  per tante aziende è stato tragico.  La coltivazione dello zafferano ha bisogno di un clima fresco/freddo. E il 2011 è stato caldo.

Nel campo – La semina avviene nel mese di Agosto, si raccolgono i bulbi dell’anno precedente, si mondano dalle tuniche secche si selezionano per grandezza e si seminano o in un altro appezzamento. Noi seguiamo la regola del nostro disciplinare di produzione, si torna sul campo originario dopo 5 anni.  La raccolta dei fiori avviene, di solito verso metà ottobre fino a metà novembre ed è manuale.

Non interveniamo , né con pesticidi o fertilizzanti chimici, ma con una buona letamazione a primavera quando si prepara il campo per la semina seguente.

La tostatura dei pistilli avviene sulla brace, nella stessa giornata di raccolta dei fiori. Riguardo all’essiccazione dal 2010 facciamo parte di un progetto “ IN CROCO SALUS” che ha come obiettivi

  • Messa a punto e standardizzazione della fase agronomica
  • Ottimizzazione del processo dell’essiccamento dello zafferano di Cascia
  • Valutazione dei parametri inerenti gli effetti salutistici dello zafferano di Cascia.
  • Realizzazione e caratterizzazione  chimico-sensoriali di un prodotto innovativo.
  • Diffusione dei risultati

Nel 2010 sono stati acquistati dei forni elettrici per l’essiccazione della spezia, per una prova di due anni di raccolta.

Autore: valeria

nata in una città di mare dove non si mettono radici ho sempre viaggiato mimetizzandomi nel divenire di luoghi e persone. pratico una cucina corsara al cui centro vive l'attenzione alla materia prima, alle storie, alle provenienze. da anni sono nel commercio equo e solidale, ho attraversato campi, volti e mani di spezie, mescolando culture, diritti e complessità planetarie. sono autrice di "le spezie in cucina" (2004) e "le cucine degli altri" (2008), in ricerca con i laboratori masala per bambini, da 10 anni ormai non smetto di subire senza fine il fascino delle spezie.


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