il mio libro

è nato da una passione in divenire. è nato secondo 2 principi,  non essere semplicemente un ricettario,  dei buoni sapori e meravigliosi colori delle spezie, ma testo,  lettura, occasione di conoscenza, incontro, piccola ricerca, per avvicinarsi a questo mondo. Una buona parte del libro ripercorre la storia, tenta di dare una chiave di lettura semplice per capire i mercati e l’economia delle spezie, offrendo anche spunti di una economia alternativa equo solidale; raccoglie testimonianze di viaggio e di vita nei paesi di produzione; per ogni spezia disegna la sua personalità e identità, attraverso ciò che rappresenta, i territori dove meglio si sviluppa, le vicende di sfruttamento che l’hanno coinvolta, gli usi tradizionali passati e attuali e soprattutto quelli in cucina, con un buon dettaglio. cosi la senape è un’ agra proletaria, perchè spontaneamente popolare, il peperoncino è un nomade del mondo che si è propogato e ben adattato senza costi ovunque sia arrivato, i masala, sono magie di filosofia e cibo,  mentre lo zenzero incarna il confine tra oriente e occidente.

non essere una monocultura, ma la convergenza di tante passioni, visioni, esperienze con le spezie. non poteva che essere un testo plurale, a più voci. racconti di viaggi, testimonianze, interpretazioni di ricette, citazioni di romanzi, dati e affermazioni economiche sui mercati. la veganizzazione e la filosofia vegan, che appartiene alla casa editrice stessa (Edizioni Sonda), e a Concita Cannavò che ha rivisitato le ricette non vegetariane o non vegane in chiave etico-animalista. C’è qualcosa di ayurveda, c’è la voce di alcuni contadini di spezie, mescolata a quella dei miei compagni di viaggio, di giornaliste appassionate, che hanno girato le strade dello Sri lanka e della Palestina raccontandoci le spezie con occhi politici.

l’altra metà… le ricetteoltre 120, divise per portata, tutte appartenenti a qualcuno, produttori, cuochi, ristoranti, amici appassionati, viaggiatori, o mie.  Il ricettario è la percezione di comunanza con il Circolo del cibo, un luogo virtuale e reale che smuove montagne di filosofia di un “cibo buono fino in fondo”, mia fonte di ispirazione intorno al cibo e alla sua cultura. Una novità infatti che mi ha fibrillata è stato conoscere e lavorare con gli chef dei ristoranti del Circolo,  che hanno regalato a questo libro oltre 30 ricette  (molte anche fotografate).

E’ un invito, un incontro, a un’ evoluzione per il palato e per la mente, e a una rivoluzione che, se non nel cibo, dove può prendere il suo via?

 

 


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